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Venti opere del pittore bergamasco precursore del genere in Italia
- Davide Landoni
- 01 aprile 2025
- 00’minuti di lettura
Un vaso di Silvio Pasotti (dettaglio)
Moda e automobili Pop di Silvio Pasotti da Silva
Venti opere del pittore bergamasco precursore del genere in Italia
- Davide Landoni
- 01 aprile 2025
- 00’minuti di lettura
Davide Landoni
Leggi i suoi articoliL’industria, la moda, la Ferrari, la tavola, il nudo, gli elettrodomestici. Elementi disparati di un universo domestico e sociale che parallelamente, dagli anni Sessanta in poi, ha contribuito a modellare l’Italia e non solo. E che Silvio Pasotti, precursore della Pop Art alle nostre latitudini, ha posto al centro della sua produzione artistica. Nato a Bergamo nel 1933 e formatosi all’Accademia Carrara di Bergamo sotto la direzione di Achille Funi, Pasotti ha interpretato con toni accesi e forme sintetiche il boom economico, la società dei consumi, un nuovo modo di vivere la cui eco ancora ci definisce. E che dunque ha tuttora senso indagare. Così la Galleria Silva di Milano, dal 4 al 19 aprile 2025, riunisce ed espone oltre venti opere, tra dipinti e sculture, in particolare vasi, realizzate da Pasotti nel corso della sua carriera. Architetture, ambienti, abiti e volti gli elementi che maggiormente ritornano nei suoi lavori, grammatica di un alfabeto sociale rinnovato dove nuovi valori e idoli emergono nel racconto pubblico dell’epoca. Tra questi, l’autore si è concentrato in particolare sul mondo della moda e delle automobili, che in mostra trovano puntualmente rappresentazione. Una restituzione così precisa ed evocativa al tempo stesso, di universi nuovi e mai rappresentati, che i protagonisti stessi delle opere si riscoprivano per la prima volta sotto una luce diversa al loro interno. È il caso di Giorgio Armani, ritratto in un dipinto raffigurante i volti degli stilisti più noti del tempo, da Ferrè a Valentino, passando per Krizia, acquistò l’opera per la propria collezione. Fu invece la morte, nel 1988, di un altro grande protagonista del secondo Novecento italiano, Enzo Ferrari, a indurre Pasotti a realizzare sculture e dipinti sul tema magico delle vetture di Maranello, tra cui spicca «La Ferrari» (1989), cui fa da sfondo l’ambientazione onirica del Teatro Olimpico di Vicenza di Andrea Palladio. Scenario da sogno per un’epoca che prometteva l’impossibile.

Silvio Pasotti, Le gemelle