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Busto reliquiario di san Marziano, Cattedrale di Tortona (Al)

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Busto reliquiario di san Marziano, Cattedrale di Tortona (Al)

L’età d’oro di Alessandria

Tra Cinquecento e primo Seicento il territorio della provincia alessandrina era punto di convergenza di culture diverse, luogo ove le influenze nordiche si misuravano con quelle provenienti da Firenze e Roma

Karin Gavassa

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Una mostra per raccontare l’arte e la creatività della città di Alessandria tra Cinquecento e primo Seicento, mostra realizzata in collaborazione con la Galleria degli Uffizi, che vede confluire ad Alessandria prestiti della Galleria fiorentina e di alcuni dei più importanti musei italiani, innescando inoltre una riflessione sul patrimonio artistico alessandrino raccontato attraverso opere d’arte. 

Due gli obiettivi: delineare l’avvento del Manierismo internazionale, foriero di un nuovo senso della realtà e della forma, attraverso una selezione di oreficerie e oggetti in metallo, ma anche dipinti su tela e tavola, e sculture in legno e marmo che dialogano con le arti preziose; mostrare come il territorio della provincia di Alessandria fosse convergenza di culture diverse, luogo ove le influenze nordiche si misuravano con quelle provenienti da Firenze e Roma. Alessandria e il suo territorio fungevano da cerniera tra Milano e Pavia da un lato e Genova dall’altro, mentre proprio alle porte della città era sorto il convento di Santa Croce a Bosco Marengo, voluto da papa Pio V, che racchiudeva in sé il clima artistico di provenienza tosco-romana. 

Intitolata «Alessandria Preziosa. Un laboratorio internazionale al tramonto del Cinquecento», a cura di Fulvio Cervini, la mostra si articola in sette sezioni composte da circa ottanta opere. Protagoniste le sculture in metallo prezioso, a evidenziare il ruolo determinante svolto dalle arti suntuarie, di lusso per l’epoca, dall’oreficeria alla toreutica (la tecnica di lavorare il metallo con il cesello, lo sbalzo e l’incisione), dall’arte degli armorari all’intaglio delle pietre dure. Una sezione è dedicata all’«isola romano-fiorentina» di Bosco Marengo, con la presenza di Giorgio Vasari e «L’adorazione dei Magi» (1566-67) che aveva commissionato papa Pio V, nato in quel luogo. L’esposizione si prolunga nel territorio di Alessandria, in basiliche, chiese, musei e pinacoteche in un percorso denso di opere da scoprire. 

Karin Gavassa, 12 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

L’età d’oro di Alessandria | Karin Gavassa

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