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Nella Galleria Lara, Alberto e Rino Costa, le sculture dell’artista lombardo, connubio tra arte e tecnologia, interagiscono con il pubblico instaurando un gioco di sguardi
- Monica Trigona
- 12 dicembre 2024
- 00’minuti di lettura


«Hopeful Monster» (2001) di Ale Guzzetti
Cortesia della Galleria Lara, Alberto e Rino Costa
Le sculture di Guzzetti ci vedono
Nella Galleria Lara, Alberto e Rino Costa, le sculture dell’artista lombardo, connubio tra arte e tecnologia, interagiscono con il pubblico instaurando un gioco di sguardi
- Monica Trigona
- 12 dicembre 2024
- 00’minuti di lettura
Monica Trigona
Leggi i suoi articoliAle Guzzetti, tra i primi artisti dediti al connubio tra arte e tecnologia, dagli anni Ottanta porta avanti una ricerca in cui forme e ingranaggi elettronici danno vita a originali opere interattive che si rapportano con lo spettatore e con l’ambiente circostante. Attualmente è tra i protagonisti della prima Ennova Art Biennale a Langfang, uno degli eventi d’arte contemporanea più attesi in Cina, ma è anche al centro di una mostra, «Sguardi diversi», nella Galleria Lara, Alberto e Rino Costa di Valenza, sino al 23 febbraio.
Qua, sono esposte delle sculture, realizzate con stampanti 3D, che riprendono la statuaria classica e su cui spiccano innesti visionari, ingranaggi che sembrano presi in prestito da un futuro distopico. Dalla Medusa Rondanini al Torso Gaddi sino alle statue greche di Afrodite, Nike e Venere, i lavori presenti sono parte di un percorso incentrato sullo sguardo e sull’interscambio di punti di vista tra oggetto e pubblico. Ogni opera ha infatti i suoi occhi. «Lo sguardo è predominante nella mia ricerca. Ogni oggetto osserva come l’osservatore a sua volta fa. Sono un sostenitore dell’animismo e credo che infondo da sempre gli artisti abbiano cercato di dare un’anima alle loro creazioni», ha dichiarato l’artista. Una parte dell’esposizione è dedicata ai vetri. Ispirati dai «verreries parlantes» d’Emile Gallé, in cui il testo è elemento decorativo a sé stante, rappresentano forme avveneristiche o vagamente antropomorfe che si «attivano» grazie a sensori e manovre particolari. I «Vampiri del 900» infine sono sculture composte dai volti caricaturali di 4 mostri sacri del Novecento: Dalì, Warhol, Beuys e Picasso. Una di esse è «parlante»: «L’idea era di rendere caricaturalmente dei personaggi che hanno catalizzato su di loro tutto il Novecento occultando la conoscenza di altri autori».

«Unknown» di Ale Guzzetti