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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliFresca degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno (24.5 milioni di euro), il 9 aprile Christie’s ripropone l’asta Ancienne Collection Henri Canonne - Une Leçon Impressionniste, appuntamento inaugurale della serie di vendite dedicate all’arte moderna e contemporanea che la maison ha in programma per tutta la settimana. Al centro della contesa, nella sede di Avenue Matignon numero 9, c’è «Jeune fille appuyée sur la main» (1894) di Auguste Renoir, stimata a 2,2-3,2 milioni di euro.
L’opera raffigura una giovane donna, immortalata di profilo a sua insaputa, con un’aria di introspezione e solitudine, a soppesare emozioni silenziose e profonde, come una lettera in lingua straniera. Tale emergere di temi introspettivi pone il lavoro in un contesto di transizione tra il dinamismo impressionista e la successiva svolta simbolista, che caratterizzerà la pittura del Novecento. Difatti, la sua presenza, raccolta e intima, sembra voler raccontare più di quanto la scena visibile possa suggerire. La posa della giovane, con la mano che si appoggia delicatamente sul viso, nasconde il volto e lascia spazio alla riflessione.
L’abilità di Renoir nel trattare la luce e il colore emerge in tutta la sua raffinatezza. La resa dei tessuti, dalla seta delicata ai capelli soffici, è un capolavoro di virtuosismo pittorico. La luce che avvolge il corpo della modella sembra dare forma a una visione senza tempo, in cui ogni piega del vestito e ogni sfumatura dei capelli diventano parte di una sinfonia di emozioni sottili. Il paesaggio che si intravede sullo sfondo non è altro che un’astrazione, un gioco di pennellate che suggerisce piuttosto che descrivere, creando un dialogo che non punta a definire, ma a evocare.
La provenienza storica dell’opera arricchisce ulteriormente il suo fascino. Acquistata direttamente dall’artista nel dicembre del 1895 presso la Galerie Durand-Ruel di Parigi, la tela ha attraversato un percorso collezionistico che ne attesta l'importanza e la rarità. Dopo aver fatto tappa alla Galleria Durand-Ruel di New York nel 1920, l’opera è passata nelle mani di Julius Pollak & Sons nel 1946 e successivamente è stata acquisita da Wildenstein & Co. Nel 1952 è entrata nella collezione di Stavros S. Niarchos, per poi essere venduta all’asta da Sotheby’s a Londra nel 1972. Da lì ha proseguito il suo cammino passando per collezioni private, tra cui quella di Daniel Niel Heller, subendo anche un furto nel 1980, ma ritornando infine al legittimo proprietario. Nel 1990, la galleria Taménaga di Parigi ne ha raccolto il testimone, poi passato nella collezione di un importante collezionista giapponese, prima di essere acquistato dalla Galleria Halcyon di Londra che ha sua volta l’ha venduto a un collezionista europeo. L'attuale proprietario ha infine acquistato l’opera nell'aprile del 2015.
L’imminente passaggio in asta non è dunque privo di aspettative. D’altra parte, nel 2024 Renoir è stato tra i trenta artisti più venduti durante l’anno, con un flusso di vendite di 39 milioni di euro. Un calo dell’11,5% rispetto allo scorso anno, che però non intacca lo status del pittore impressionista, le cui opere mediamente vengono vendute tra gli 1 e i 5 milioni di euro. La sensazione è che ancora una volta la Ville Lumiere, scaldata da un tiepido sole primaverile, vedrà rifiorire i maestri del colore e della luce, da sempre capaci di attrarre investitori e collezionisti.
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