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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNelle teorie hegeliane l’Assoluto è una totalità dinamica che si sviluppa attraverso il processo dialettico, che include tesi, antitesi e sintesi. Non è perciò una realtà statica, bensì un processo in evoluzione che coinvolge il pensiero umano, la storia e la coscienza, che si manifesta gradualmente e comprende la propria unità con il tutto attraverso il progresso della libertà e della conoscenza.
A partire da questi presupposti, la mostra di The Prism, alias di Stefano Simontacchi, presso la Bassam Freiha Art Foundation di Abu Dhabi invita il visitatore a concepire l’unità come risultato dinamico per guidarlo verso la consapevolezza di essere Uno con l’universo. Realizzata con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia di Abu Dhabi e di Rimond, e curata da Marco Senaldi, in collaborazione con il team curatoriale della fondazione, dal 12 marzo al 31 agosto i portali emozionali dell’artista, mettono in dialogo arte, filosofia e spiritualità, con un allestimento che si sviluppa in due differenti percorsi: «Project Oneness» e «Trust, Gratitude and Love Journey».
Il primo esplora il tema della dualità verso una profonda comprensione dell’unità universale, in tre stanze connesse tra loro, ciascuna con un significato specifico. «“Project Oneness” rappresenta un invito ad andare oltre quel velo che, a causa della razionalità, poniamo fra i nostri occhi e la realtà che esso nasconde, con l’obiettivo di comprendere che siamo un tutt’uno con l’universo, afferma Simontacchi. Questo velo è simbolicamente rappresentato dalla linea rossa presente in alcune opere: una creazione della nostra mente che divide la realtà in categorie come buono/cattivo, giusto/sbagliato, ecc. Se si ha la forza di andare oltre il velo, tali divisioni scompaiono e si scopre una nuova, piena consapevolezza». «Il percorso si sviluppa attraverso tre sale interconnesse, ciascuna introdotta da porte che riflettono il concetto delle opere al loro interno. La prima sala esplora il concetto di dualità, rappresentata da una linea rossa: questa linea simboleggia i costrutti mentali che dividono la realtà in categorie binarie come bene/male o vero/falso, racconta Senaldi. Attraverso una porta rotonda segnata da una linea luminosa rossa, si accede alla seconda sala, dove la linea divisoria scompare. Qui, il colore, la forma e il movimento si dispiegano senza separazioni imposte. Il visitatore ha superato la dualità e raggiunto la consapevolezza della propria unità con l’universo, realizzando che noi siamo l’Uno e l’Uno è noi. Attraverso una porta blu, si entra nella terza sala, dove quattro opere rappresentano gli elementi fondamentali, quali acqua, terra, aria e fuoco. Queste composizioni riflettono l’equilibrio delle forze naturali e culminano in una finestra circolare aperta sul cielo, rafforzando l’integrazione del visitatore con lo spazio circostante».
L’interazione con le opere diventa un’occasione per riscoprire il proprio equilibrio interiore e rafforzare la connessione con gli altri. A tal proposito, Michaela Watrelot PhD, curatrice e direttrice delle mostre per la Bassam Freiha Art Foundation, dichiara: «The Prism ha un talento assoluto nell'utilizzare la luce e lo spazio in modi nuovi e interessanti. Sia attraverso l’uso di pannelli luminosi che di superfici metalliche lucide, impiega la luce per trasformare il suo lavoro in esperienze dinamiche e interattive. Siamo entusiasti di vedere come le sue opere sfideranno le percezioni, avvieranno dialoghi e renderanno partecipi la comunità qui alla Bassam Freiha Art Foundation sull’isola di Saadiyat. I visitatori avranno anche la possibilità di approfondire la conoscenza delle mostre attraverso varie esperienze incentrate sul benessere, l’autoriflessione e la consapevolezza, e ci auguriamo che The Prism rafforzi ulteriormente il legame tra l’arte e la popolazione di Abu Dhabi, aumenti la consapevolezza e crei un legame con il pubblico di tutte le età».
Il secondo percorso, ospitato nella Annex Gallery, conduce i visitatori in un viaggio spirituale attraverso sette opere dedicate a tre principi fondamentali: fiducia, gratitudine e amore. «Trust, Gratitude and Love Journey guida il pubblico attraverso strumenti essenziali per ritrovare l’unità dinamica con l’energia dell’universo, continua Senaldi. Trust (Fiducia) consente allo spettatore di liberarsi dalla paura e dal dubbio, entrando in armonia con il flusso dell’energia universale. Gratitude (Gratitudine) dissolve la negatività e insegna a riconoscere e ad apprezzare ciò che abbiamo e chi siamo. Love (Amore), inteso come forza unificante, completa il ciclo, rafforzando l’interdipendenza tra percezione ed esperienza. Attraverso queste opere, The Prism continua una tradizione artistica che non si concentra solo sull’oggetto, bensì sull’esperienza che esso genera. Integrando materiali contemporanei con simboli senza tempo, la sua pratica offre uno spazio di riflessione, sfidando lo spettatore a considerare il proprio posto all’interno di un continuum più ampio di luce, forma e significato».
La mostra è accompagnata da un public program incentrato su benessere, autoriflessione e consapevolezza. Le iniziative, che propongono inedite modalità di interagire con l’arte e includono attività come la guarigione sonora, meditazioni guidate, lezioni di yoga, conferenze di artisti e workshop interattivi, sono ideate per valorizzare la natura immersiva del lavoro di The Prism e incoraggiare l’introspezione e la connessione con sé stessi.