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In vista del quarantennale del prossimo anno, il museo svizzero dopo l’attuale mostra chiuderà per rinnovi
- Mariella Rossi
- 07 novembre 2024
- 00’minuti di lettura


«Ghiacciaio» (1910-12) di Emilio Longoni (particolare)
© Museo Villa dei Cedri, Bellinzona
Giusto il tempo di acclimatarsi nella Villa dei Cedri, prima della chiusura
In vista del quarantennale del prossimo anno, il museo svizzero dopo l’attuale mostra chiuderà per rinnovi
- Mariella Rossi
- 07 novembre 2024
- 00’minuti di lettura
Mariella Rossi
Leggi i suoi articoliTermina il 10 novembre «Giardino di acclimatazione» al Museo Villa dei Cedri a Bellinzona, diretto da Carole Haensler, poi il museo chiuderà per lavori in vista del quarantennale del prossimo anno. Nell’ottocentesca Villa dei Cedri, con annessi parco, vigneto e dépendance, acquistata dal Comune di Bellinzona a fine anni Settanta, l’allora Civica galleria d’arte è stata inaugurata nel 1985. Da segnalare anche la collezione della Posta Svizzera, che con il suo vasto patrimonio di opere vanta una lunga tradizione di sostegno all’arte.
La mostra, curata dalla stessa direttrice Carole Haensler e da Diana Pavlicek, responsabile della collezione d’arte della Posta Svizzera, presenta quaranta opere della collezione aziendale e trenta del museo, tra dipinti, stampe, sculture e fotografie. Il denominatore comune è il rapporto tra arte e natura, sul quale il museo negli ultimi anni si è concentrato molto: «Temi quali il rapporto tra l’uomo, il suo territorio e l’ambiente naturale che lo circonda, tra identità e cultura, spiega Haensler, sono parti integranti dell’identità del Museo Villa dei Cedri e della sua programmazione espositiva. Con “Giardino di acclimatazione”, si apre un nuovo capitolo di riflessioni sulla capacità di adattamento sia degli esseri umani, sia del ruolo dell’istituzione pubblica. Obiettivo della mostra, coerentemente con l’indole socialmente critica e influente del nostro museo, è anche quello di sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’habitat e stimolarlo ad andare oltre i limiti tra interno ed esterno, naturale e artificiale».
Ritratti e paesaggi d’impronta ottocentesca realizzati da artisti regionali hanno costituito il primo nucleo della collezione del museo, in seguito arricchita con opere del Novecento tra Ticino e Lombardia, per aprirsi alla scena svizzera dell’arte contemporanea. La raccolta della Posta Svizzera ha un legame profondo col Paese e lo scopo di favorire il dialogo nella società, per questo affronta spesso tematiche sociali e ambientali. Tra gli artisti esposti, troviamo Markus Schinwald, Shirana Shahbazi, Julian Charrière, Fischli/Weiss e Una Szeemann.