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Dettaglio dell’opera realizzata dall'intelligenza artificiale

Courtesy Sotheby’s

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Dettaglio dell’opera realizzata dall'intelligenza artificiale

Courtesy Sotheby’s

Fatturati del mercato dell’arte globale: -26,2% rispetto al 2023

Nel report annuale di Deloitte si evidenzia un declino che investe soprattutto le fasce più alte del collezionismo. La Gen Z e Millennial, con gusti più dinamici e budget più contenuti, dettano le nuove regole del mercato

Antonio Mirabelli

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Come di consueto è arrivato l’evento di Deloitte Private dedicato al tema Art & Finance con la presentazione del report Il mercato dell’arte e dei beni da collezione che quest’anno cade proprio all’inizio dell’art week milanese con Miart che aprirà le porte al pubblico il prossimo 4 aprile. L’edizione 2025 del rapporto di Deloitte ha preso in considerazione i trend riscontrati nel 2024 e illustrato i potenziali scenari futuri per il settore di riferimento. A presentarlo lo scorso 31 marzo, presso l’Auditorium Deloitte di Milano, sono stati Ernesto Lanzillo (Deloitte Private Leader) Barbara Tagliaferri (Art&Finance Coordinator di Deloitte Italia) Pietro Ripa (Private Banker Fideuram) e Roberta Ghilardi (Art&Finance Manager).

Ciò che emerge dallo studio è, in prima battuta, il persistente rallentamento della domanda globale dei beni da collezione che, tradotto a livello di scambi, ha portato ad una contrazione dei fatturati complessivi pari al -26,2%. Per quel che riguarda nello specifico il comparto pittura il tasso di invenduto nelle case d’asta è di poco aumentato in negativo, passando dal 16,8% del 2023 al 17,2% nel 2024. A contribuire a questo scenario sono vari fattori di diversa natura: politica, sociale, commerciale e di spesa. La potenziale introduzione di dazi sul comprato degli scambi di beni artistici e i diversi conflitti in atto dettano, per l’appunto, prudenza e riflessione.

Dall’altro lato, c’è da evidenziare che è in corso un cambiamento, se non una trasformazione, nel mondo del collezionismo. Si parla, infatti, di passaggio generazionale, un contesto in cui i nuovi acquirenti, Millennials e appartenenti alla Gen Z, rappresentano circa il 30% dei nuovi bidders. Questo dato, in base al report, influenza considerevolmente l’incontro tra domanda e offerta, specialmente in relazione ai comparti verso cui questa nuova classe di collezionisti è diretta ad investire, cosi come riscontrato negli scambi del segmento Design, cresciuti con un +20% dei fatturati nelle aste di riferimento. Anche i Passion Asset, nonostante una lieve contrazione registrata nel 2024, continuano comunque a sostenere un trend solido.

Ad alimentare il vento del cambiamento soffia anche l’intelligenza artificiale che, almeno per il momento, non ha dilagato nel mercato dell’arte. Ad ogni modo, si guarda con attenzione al trend, soprattutto dopo la considerevole vendita realizzata da Sotheby’s a New York. Nello specifico, l’opera «A.I. God. Portrait of Alan Turing» (2024) realizzata dal robot umanoide dotato di intelligenza artificiale Ai-Da Robot, è stata aggiudicata sopra il milione di dollari lo scorso novembre 2024. Il report di Deloitte prosegue la sua analisi con l’esame delle aree geografiche di riferimento, incoronando gli Stati Uniti come piazza principale per numero di scambi e volume d’affari. In Europa la sfida tra Londra e Parigi continua, con la prima che rimane avanti alla seconda, sebbene la Ville Lumière guadagni sempre più terreno, grazie alle politiche fiscali che hanno ridotto l’IVA al 5,5% sulle transazioni di opere d’arte. Molto fermento c’è in Arabia Saudita visti gli ingenti investimenti fatti nell’ambito della cultura a cui segue il piano di apertura di diversi musei nei prossimi anni. Anche le case d’asta dirigono verso oriente la loro attenzione con Sotheby’s che ha tenuto lo scorso febbraio la sua prima asta nella città storica di Diriyah e Christie’s che si prepara a farlo a Riyad.

In Asia Hong Kong rimane la principale sede per gli scambi, un ruolo rafforzato, tra l’altro, dall’apertura degli avveniristici hub delle major Christie’s, Sotheby’s e Phillips nell’ex colonia britannica, mentre Singapore sta emergendo come nuovo polo culturale. In definitiva il report 2025 di Deloitte Private ha portato a galla una situazione complessiva sfidante, studiata analiticamente da molteplici punti di vista. Alle contrazioni del mercato registrate nel 2024, seguono cambiamenti che potrebbero maturare in una definitiva trasformazione del collezionismo in cui una generazione di nuovi protagonisti potrebbe diventare parte integrante dell’ecosistema futuro.  

 

   

 

Antonio Mirabelli, 01 aprile 2025 | © Riproduzione riservata

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