
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vernissage
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
RA Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vedere a Milano
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vernissage
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
RA Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vedere a MilanoVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Nella sede parigina della galleria Massimodecarlo si alterneranno tre dipinti con altrettante facce della luna, sulle quali lo spettatore è invitato a proiettare la propria interiorità
- Alessia De Michelis
- 05 marzo 2025
- 00’minuti di lettura


Una veduta della mostra «Moon Cycles» di Rob Pruitt da Massimodecarlo, Parigi
Due settimane per immergersi nelle fasi lunari di Rob Pruitt
Nella sede parigina della galleria Massimodecarlo si alterneranno tre dipinti con altrettante facce della luna, sulle quali lo spettatore è invitato a proiettare la propria interiorità
- Alessia De Michelis
- 05 marzo 2025
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliMassimodecarlo porta a Parigi, nello spazio Pièce Unique, «Moon Cycles» (fino al 15 marzo) di Rob Pruitt (Washington, 1964, ma vive e lavora a New York).
Dall’inizio degli anni Novanta, l’artista statunitense ha condotto un’indagine sulla cultura popolare americana, interrogata attraverso diverse forme. Dal «Cocaine Buffet» (1998) ai ritratti di panda o alla serie «Suicide Paintings», le opere di Pruitt sono un’interpretazione surreale e stravagante del mondo pop e della cultura di massa cultura, portatrice dei paradossi del nostro tempo.
L’esposizione francese si svolge come una meditazione sui ritmi della vita: le tele, che spaziano tra i temi del tempo, della memoria, dell’identità e della poesia, sono tanto introspettive quanto universali. Per l’occasione tre dipinti sui quali sono rappresentate altrettante fasi lunari si alterneranno per due settimane, suggerendo sia pittoricamente sia fisicamente lo scorrere del tempo.
Attingendo da fotografie scattate con il suo iPhone e impiegando una meticolosa miscelazione dei colori, Pruitt si rifà al movimento sequenziale del fotografo britannico Eadweard Muybridge.
Il percorso visivo incoraggia lo spettatore a soffermarsi e a riflettere su come i nostri giorni, unità fondamentali che scandiscono la nostra esistenza, spesso passino in secondo piano. Come descritte dallo stesso Pruitt, questi lavori sono «contenitori» aperti a qualsiasi cosa decidiamo di proiettarvi, trasformando la concretezza statica della tela in una perenne evoluzione dinamica.