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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliSe una rondine non fa primavera, il fitto susseguirsi di colpi di martello certifica che la stagione delle aste, in Italia, è arrivata al suo apice. Si infittisce il calendario di incanti in tutto il Paese che ad aprile ha una proposta eterogenea e di qualità. Senza tralasciare qualche appuntamento più singolare. A partire dal 2 aprile, data in cui Il Ponte ha in programma una vendita di gioielli coordinata, nominata CheekToCheek, con le sedi di Milano, Parigi (Millon Parigi) e Nizza (Millon Riviera) del Millon Auction Group, di cui la maison di via Pontaccio è entrata a fare parte l’anno scorso. Lotto ammiraglio il bracciale a cintura con maglia a nido d’ape, che termina con due file di diamanti taglio brillante incastonati su griffe, in oro giallo e platino. Di lavorazione francese, il pezzo è stimato 9-10mila euro. Oro giallo, bianco e diamanti anche nella parure composta da collana e bracciale, dalla valutazione di 4,5mila-6mila euro.
Da qui ai 124 lotti che compongono l’asta di Comic Art di Art-Rite, il 3 aprile a Milano. Dalla Divina Commedia a Candy Candy, passando per il romantico indagatore dell’incubo Dylan Dog: il mondo dei fumetti è in asta nella sua veste più artistica. Top lot la copertina del numero 187 di Dylan Dog, ritratto da Angelo Stano insieme a tre dei suoi grandi amori, Morgana, Bree e Lillie, intitolato «Amori Perduti» (5mila-7mila euro). Nutrita poi la selezione di disegni e cel d’animazione giapponesi, tra cui spiccano due sketch di Yumiko Higarashi realizzati per Candy Candy (stima: mille-2mila euro e 500-800 euro).
Saltando a una categoria totalmente differente, sono italiane, francesi e tedesche le ceramiche in asta online da Pandolfini tra l’1 e l’8 aprile. In catalogo le maioliche provenienti dai maggiori centri manifatturieri del Belpaese. Tra questi piatti, crespine, albarelli e vasi tra cui un nucleo di opere di Cantagalli provenienti dalla collezione di Antonio Paolucci. Il giorno successivo, 9 aprile, l’asta di International Fine Art propone una selezione di mobili e oggetti d’antiquariato. A prendersi la copertina una commode francese del XVIII secolo, realizzata in lastronato in legni scuri, con piano in marmo e dal fronte decorato a motivo floreale (stimata tra 20mila e 30mila euro). Particolare poi la tabacchiera parigina in oro con pannelli in lacca giapponese e montatura a quattro colori (stima: 15mila-25 mila euro).

Angelo Stano, Dylan Dog n. 187, «Amori Perduti», 2001, copertina con preliminare di copertina. Courtesy Art-rite

Tazza «Bevi se puoi», Ferrara, inizio XVI secolo. Courtesy of Pandolfini
Da qui al design, che si consacra a Milano, durante il Salone del Mobile e la Design Week, alla cui lista di appuntamenti dobbiamo aggiungere quello con Wannenes. Dal 7 al 9 l’esposizione a Palazzo Recalcati, il 10 aprile l’asta del catalogo Forme | Selezione Milano, dedicato al design italiano. Tra le opere più significative, il prezioso nucleo di arredi provenienti da una residenza arredata da Osvaldo Borsani, figura chiave per il settore nel Dopoguerra. Nella selezione cattura l’occhio il lampadario frutto della collaborazione con Fontana Arte, così come le lampade neobarocche da parete e una lampada a braccio in legno e ottone figlie del lavoro di Gino Sarfatti da Arteluce. Chicca dell’asta è infine una cassettiera con piano in vetro decorato, nata dalla collaborazione tra Lucio Fontana e Borsani. Il 15 aprile, a Genova, la maison raddoppia con l’asta di dipinti antichi e del XIX secolo. Grande attesa qui per «Davide risparmia la vita di Saul», olio su tela di Pietro Antonio Magatti stimato 30mila-50mila euro. FarsettiArte a Prato, il 10 e 11 aprile, concentra ulteriormente l’attenzione sui dipinti antichi e dipinti del XIX e XX secolo. La selezione si apre con un’opera della bottega del bolognese Orazio Sammacchini, raffigurante «Le quattro Virtù che reggono il mondo (Misericordia, Verità, Giustizia, Pace)», particolarmente interessante per il sincretismo tra la religione cattolica e la cultura classica. Sempre del XVI secolo una rara «Madonna col Bambino» attribuita al pittore Polidoro da Lanciano, molto attivo a Venezia e d’ispirazione tizianesca. Passando al XVII secolo segnaliamo due tele di ambito fiorentino: Orazio Fidani con «Silvio, Dorinda e Linco», ispirata al dramma pastorale Il pastor fido di Giovan Battista Guarini, e Jacopo Chimenti con «Il sacrificio di Isacco». Il giorno successivo a farla da padrone è la pittura toscana, a partire dai maestri Macchiaioli quali Giovanni Fattori («Effetti di sole»), Silvestro Lega («Donna nella sughereta») e Nino Costa («Nel bosco»). Terzetto a tema bucolico che esalta la resa paesaggistica e luministica degli autori italiani a cavallo tra i due secoli.

Franco Albini, «Chaise longue a dondolo», 1940. Courtesy of Wannenes

Francesca Woodman, «Untitled Antella», 1977-78. Courtesy of Finarte
Finarte, a Milano, propone il primo appuntamento di spessore del 2025 dedicato alla fotografia d’autore. Il 10 aprile ben 266 lotti passeranno sul rostro di vendita. Tra questi i 24 scatti di Mario Giacomelli presenti in catalogo, a partire dal suo primo scatto del 1953, «L’approdo» (stimato 1,5-2mila euro). Occhi poi su Shirin Neshat con «Game of Desire couple #1» del 2009 (stima: 12mila-18mila euro) e Francesca Woodman con «Untitled Antella, Italie», realizzata a Roma nel 1977-78 (stima: 7mila-10mila euro). Particolarissimo il quaderno di appunti di Robert Frank, dove il fotografo ha riposto 30 polaroid scattate per Aspesi (stima: 10mila-15mila euro). Si torna a Genova il 15 aprile, quando Cambi presenta uno dei suoi appuntamenti più attesi: Dimore italiane. L’asta spazia tra oggetti di antiquariato, dipinti, disegni, stampe, arte orientale, scultura, oggetti d’arte e arredi simbolo dell’eleganza e della tradizione italiana.

Fornitura da salotto di legno laccato e dorato del XIX secolo composta da divano, quattro sedie e due poltrone e arazzo del XVIII secolo raffigurante «incoronazione». Courtesy of Cambi
Muoviamo poi a Torino tornando a coinvolgere, oltre a dipinti e oggetti d’arte, anche gli arredi. Almeno questo è ciò che propone Aste Bolaffi, che il 16 aprile esita un catalogo dedicato proprio a questi tre ambiti artistici. 490 i lotti in catalogo, con opere che spaziano dal XVI al XX secolo. Ampio il focus dedicato alla pittura italiana dell’Ottocento. A partire da Giuseppe De Nittis con «L’avvicinarsi del temporale» del 1868 (base d’asta 80mila euro), esposto all’XI Biennale di Venezia nel 1914; Giovanni Boldini con «Cavalli lungo la Senna alla porta di Anières» (base 50mila euro), protagonista di importanti mostre tra gli anni Trenta e i Quaranta e proveniente dallo studio dell’artista; e Giuseppe Pellizza da Volpedo con l’olio su carta del 1894 «Pecore con pastorello» (base 6mila euro). Tra gli highlight degli arredi segnaliamo il cartel d’applique in bronzo cesellato dorato realizzato dall’illustre orologiaio francese Charles Voisin nel 1745-49 (base 3,5mila euro) e il cassettone settecentesco torinese con piano sagomato in alabastro di Busca (base 2mila euro). Mese ricco per la maison piemontese, protagonista anche a inizio aprile (2-3) con l’incanto di gioielli, diamanti e zaffiri. Il più brillante, stime alla mano, è l’anello zaffiro blu Ceylon di 21,84 carati (base d’asta 120mila euro), seguito da un anello con diamante taglio brillante di 11,43 carati, colore K, purezza VVS2 (base d’asta 55mila euro). Testacoda che ci restituisce l’ampiezza e la profondità di un mese cruciale nel calendario d’aste di questo 2025 italiano.

Anello in platino con zaffiro blu ovale e diamanti. Courtesy of Aste Bolaffi
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