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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliNasce da un prezioso prestito la mostra dossier allestita nel Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (Treviso) dal 23 marzo al 21 giugno: «Canova e la nascita della scultura moderna. Il Teseo sul Minotauro», a cura di Elena Catra. La «Testa di Teseo», gesso proveniente da una collezione privata e concesso in comodato gratuito al Museo per due anni, è esposta per la prima volta al pubblico.
L’opera è riferibile al capolavoro giovanile di Canova «Teseo sul Minotauro», realizzato nel 1783 a Roma, che segna il passaggio dallo stile barocco al nuovo linguaggio neoclassico. La Testa viene messa a confronto con il modellino in gesso realizzato da Canova come studio del gruppo scultoreo e con il calco della sua versione finale, sempre di mano dello scultore stesso. Le opere sono esposte nell’Ala Lazzari, nucleo centrale del Museo di Possagno, dove sono custoditi alcuni tra i più grandi capolavori di Canova e della quale si è concluso il restauro lo dicembre scorso.
«Canova era approdato a Roma da pochi anni, spiega la direttrice del Museo Canova Moira Mascotto, e aveva poco più di vent’anni quando l’ambasciatore veneto a Roma, Girolamo Zulian, gli fece dono di un blocco di marmo lasciandogli la libertà di scelta sul soggetto da raffigurare. Se inizialmente Canova aveva pensato a un gruppo dinamico, con la lotta tra Teseo e il Minotauro, lo scultore scelse invece il momento di quiete dopo la vittoria, seguendo le parole di Winckelmann». L’attenzione viene così spostata dall’azione, momento prediletto nelle sculture barocche, al riposo dell’eroe, seduto sullo sconfitto esangue, mentre tiene in mano la clava con cui lo ha abbattuto. L’invenzione iconografica riscosse grande successo, come viene documentato nella sezione della mostra allestita nella parte del museo costituita dalla casa natale di Antonio Canova. Qui sono esposti documenti, pubblicazioni storiche e incisioni, come l’acquaforte «Teseo sul Minotauro» su disegno di Salesa Bonaventura, incisa da Raffaello Morghen: l’incisione fu commissionata da Joseph Johann Graf von Fries, che acquistò il gruppo nel 1787 facendosi ritrarre da Angelika Kauffmann con la scultura sullo sfondo, dipinto che si trova ancora oggi a Vienna. In mostra anche l’autoritratto di Gavin Hamilton, lo studioso di origini scozzesi che introdusse Canova, appena giunto a Roma, alla conoscenza delle antichità. Dopo la morte del primo proprietario, il conte Von Fries, «Teseo sul Minotauro» passò nelle raccolte inglesi del marchese di Londonderry, ambasciatore a Vienna, e fu venduto poi al Victoria and Albert Museum di Londra, dov’è tutt’ora conservato.

Antonio Canova, «Testa di Teseo»

Antonio Canova, «Testa di Teseo» di lato