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Una veduta esterna di Palazzo Venezia a Roma

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Una veduta esterna di Palazzo Venezia a Roma

A Palazzo Venezia con i restauratori all’opera

I lavori della metropolitana a Roma rendono necessario il consolidamento del palazzo rinascimentale in cui sarà restaurato sotto gli occhi dei visitatori l’Appartamento Barbo

Guglielmo Gigliotti

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Palazzo Venezia, una delle prime costruzioni rinascimentali dell’urbe che troneggia nel cuore di Roma, necessita di una cura preventiva di consolidamento strutturale: scavi e lavori della Stazione Venezia della Metropolitana avvengono infatti a pochi metri dall’antico edificio, così come il futuro scorrere sotterraneo dei convogli. In tale contesto la direttrice del Vive-Vittoriano e Palazzo Venezia Edith Gabrielli ha deciso di effettuare anche il restauro dell’ala più antica della mole quattrocentesca, l’Appartamento Barbo.

Soffitti, pavimenti, affreschi otterranno così nuova luce, e per di più sotto lo sguardo del pubblico. Per un sabato al mese, dall’8 febbraio al 21 giugno, si potrà assistere ai cantieri di restauro e relazionarsi con i tecnici all’opera. L’Appartamento Barbo comprende sette sale al piano nobile del palazzo fatto edificare a partire dal 1455 dal cardinale Pietro Barbo, futuro papa col nome di Paolo II (1464-71).

Il percorso interessato al restauro comprende la Sala del Pappagallo, dall’animale esotico con cui il papa veneziano accoglieva ospiti e ambasciatori. Qui, come nella Sala delle Fatiche d’Ercole si trovano soffitti lignei del tempo, fregi pittorici alle pareti, preziosi pavimenti. Le Fatiche d’Ercole sono quelle rappresentate, a metà Quattrocento da artista ignoto (ma qualcuno ha evocato anche la scuola del Mantegna) in otto riquadri, alternati a quattro simboliche fontane.

Qui, come altrove, a imporsi è il leone rampante (il leone di San Marco) degli stemmi del papa, ma anche del cardinal nepote Marco, che abitò l’edificio fino alla morte nel 1491. Nel 1564 il palazzo divenne poi, e lo fu per secoli, sede dell’ambasciatore della Repubblica di Venezia (di qui il nome). Nel ventennio fascista fu ufficio di Mussolini, e le visite guidate giungono ora proprio fino alla Sala del Mappamondo, dove venne deposto il 25 luglio 1943 durante una riunione del Gran Consiglio.

Una veduta della Sala del Pappagallo all’interno dell’Appartamento Bardo di Palazzo Venezia, Roma

Guglielmo Gigliotti, 07 febbraio 2025 | © Riproduzione riservata

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A Palazzo Venezia con i restauratori all’opera | Guglielmo Gigliotti

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